Fonzie, Henry Winkler, racconta un attore con un ego fuori misura di Happy Days

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Fonzie, Kenry Winkler
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Fonzie, Henry Winkler, e i suoi segreti – Tra le serie televisive che hanno storicamente ottenuto il massimo successo in Italia bisogna indubbiamente annoverare Happy Days le cui puntate, acquisite dalla RAI, sono andate in onda per anni ottenendo clamorosi riscontri anche in replica.

Happy Days, i protagonisti

Tra i protagonisti di Happy Days c’era Ron Howard che da lì sarebbe diventata una delle superstar assolute del cinema come regista. La povera Erin Moran, scomparsa a soli 56 anni, nel 2017, dopo una vita non facile a causa delle gravi conseguenze di un cancro alla gola. Ma gli italiani elessero fin da subito a prediletto Henry Winkler, interprete di Arthur Fonzarelli.

Fonzie oggi ha 80 anni ed è spesso ospite di meeting e riunioni che lo vedono protagonista tra i fan della serie. In questi giorni era in Tennessee: e in questa occasione Henry Winkler ha ripercorso l’atmosfera che si respirava sul set di Happy Days, la sitcom che lo ha reso celebre nei panni di Arthur “Fonzie” Fonzarelli per undici stagioni, dal 1974 al 1984. Winkler ha raccontato di un gruppo affiatato, cresciuto nell’idea che sul set non ci fossero vere e proprie star, in cui tutto il cast lavorava duramente ogni settimana per rendere divertente l’episodio.

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Happy Days, Fonzie e “quello che si era montato la testa”

In questo contesto, secondo l’attore, un guest star tornato più volte nel corso della serie avrebbe stonato rispetto allo spirito del gruppo, insistendo a più riprese nel vantarsi della quantità di posta dei fan che riceveva. A quanto pare l’unico che non aveva colto lo spirito del gruppo di lacoro…

In qualità di senior del cast, Winkler ha raccontato di aver provato a far notare all’attore che certi argomenti non erano graditi sul set, ricordandogli semplicemente che tutti erano lì per lavorare insieme. Ma l’interessato avrebbe continuato comunque a comportarsi allo stesso modo, guadagnandosi dall’attore un giudizio piuttosto severo sul proprio atteggiamento. Winkler inizialmente non ha voluto rivelare il nome dell’attore in questione, tanto che molti avevano pensato proprio a Ron Howard con cui nel corso degli anni di realizzazione della serie pare ci fossero stati alcuni dissapori.

In realtà perà Winkler poi, forse proprio per evitare altri equivoci, si è limitato a specificare che l’attore di cui parlava interpretava un personaggio chiamato Eugene, e  non ha comunque nascosto il fastidio provato all’epoca per un comportamento percepito come stonato rispetto all’affiatamento del resto del cast.

Tuttavia chi ha buona memoria ricorda che Eugene era Eugene Belvin, e che l’attore che lo interpretava era Denis Mandel, inserito nel cast come ospite per un paio di stagione prima di scomparire nel filo narrativo del programma. Mandel si presentava come l’attore destinato a rilanciare la sitcom che in quelle stagioni registrava numeri meno entusiasmanti: ma fu tagliato. E la sua carriera non decollò mai limitandosi a qualche comparsata in serie della stessa produzione di Happy Days, come California e CHiPs, un paio di film e poco altro.

Da Fonzie a una carriera lunga mezzo secolo

Il ruolo di Fonzie ha rappresentato il trampolino di lancio per la carriera di Winkler, che negli anni successivi ha costruito un percorso solido sia al cinema sia in televisione, ottenendo una candidatura ai Golden Globe per la miniserie Heroes e comparendo in produzioni molto popolari come Waterboy – Il puparo, Holes – Buchi nel deserto e Click. Prima ancora, per l’interpretazione di Fonzie aveva già vinto due Golden Globe, pur dovendo attendere fino al 2018 per il primo Emmy della carriera, arrivato grazie al ruolo di Gene Cousineau, l’insegnante di recitazione della serie Barry, nella quale stringe un’improbabile amicizia con un sicario interpretato da Bill Hader nel corso di quattro stagioni.

Ritirando il premio, Winkler aveva paragonato se stesso, agli esordi a Hollywood, a un piccolo albero appena piantato, con l’ambizione di crescere forte finché le energie glielo avessero permesso: un’immagine che lo stesso attore ha ripreso più volte negli anni per raccontare la propria parabola professionale, arrivata quasi mezzo secolo dopo il debutto proprio a distanza di pochi mesi da nuove esperienze professionali capaci di sorprendere lo stesso interprete.

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A 80 anni, la prima scena di nudo per Loot

Tra le esperienze più recenti raccontate da Winkler c’è infatti la sua prima scena di nudo integrale, girata per il primo episodio della terza stagione di Loot, la serie con protagonista Maya Rudolph. L’attore ha raccontato di essersi fidato ciecamente della proposta della collega, arrivando a non leggere nemmeno il copione prima di accettare la parte, mosso dalla stima nei confronti di quella che ha definito una persona tanto brillante quanto squisita. Solo al primo provino per i costumi Winkler si sarebbe reso conto della reale portata della scena, trovandosi di fronte una vestaglia di seta cortissima e priva di qualunque altro capo sotto.

A complicare ulteriormente le riprese, girate nel mese di gennaio su una spiaggia, ci ha pensato il meteo: secondo il racconto dell’attore il vento avrebbe soffiato da ogni direzione possibile, esponendo al freddo praticamente ogni parte del corpo, grande o piccola che fosse. Nonostante il gelo, Winkler ha descritto l’esperienza come resa piacevole dalla presenza di Rudolph e del resto del cast, in linea con lo spirito di squadra che l’attore sembra continuare a cercare, e trovare, anche a ottant’anni suonati.

L’eredità di Fonzie nella cultura pop

Il personaggio di Fonzie, con il suo giubbotto di pelle e il pollice alzato diventato gesto iconico, ha finito per superare i confini della serie stessa, entrando nel linguaggio comune della cultura popolare americana.

Non a caso è proprio da un episodio di Happy Days, quello in cui Fonzie salta letteralmente sugli sci d’acqua sopra uno squalo, che nasce l’espressione jump the shark, oggi utilizzata per indicare il momento in cui una serie tv inizia il proprio declino creativo dopo aver esaurito le idee migliori. Un paradosso curioso per Winkler, che proprio grazie a quel personaggio ha costruito le basi di una carriera capace poi di reinventarsi più volte nei decenni successivi, fino ai riconoscimenti arrivati in tarda età con Barry e diverse parti interessanti, anche a teatro.

Nonostante l’enorme popolarità internazionale raggiunta dal personaggio, Henry Winkler ha raccontato in diverse occasioni negli anni recenti di aver faticato non poco, in una fase della carriera, a liberarsi dall’ombra ingombrante di Fonzie agli occhi di produttori e pubblico, prima di riuscire a dimostrare, con ruoli molto diversi tra loro come quello di Gene Cousineau, un’ampiezza di registro che gli ha permesso di restare rilevante sulla scena hollywoodiana per oltre cinquant’anni consecutivi.