
Report senza Ranucci – La notizia è ufficiale: la Rai ha rimosso Sigfrido Ranucci dalla conduzione e dalla direzione del programma di inchiesta di Rai 3 e ha affidato la nuova stagione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Il ritorno in onda è previsto dall’8 novembre, domenica in prima serata, ma la partita è tutt’altro che chiusa: la redazione minaccia l’addio in blocco e i due giornalisti indicati come capi autori, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, hanno già rifiutato l’incarico.
Cosa è successo: la Rai rimuove Ranucci
Il 28 agosto Ranucci ha reso pubblica la comunicazione ricevuta dall’azienda: “Sono venuto a conoscenza che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report”. La decisione riguarda sia la conduzione sia il ruolo di capo autore, che Ranucci ricopriva di fatto dalla partenza di Milena Gabanelli. Ranucci lavora al programma dal 2006 come autore e lo conduce dal 2017.
Nelle stesse ore il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini ha annunciato i nuovi conduttori, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi cresciuti nel giornalismo d’inchiesta e reduci dal concorso interno Rai per giornalisti professionisti. Come capi autori e “punto di riferimento della redazione” erano stati indicati Bernardo Iovene e Giulio Valesini.
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Le ragioni della rimozione: il caso Lavitola
La Rai non ha diffuso una motivazione formale. La decisione arriva però dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato subito da Ranucci nell’ottobre 2025, quando un ordigno distrusse le auto del giornalista sotto casa, a Pomezia. Le indagini hanno portato al faccendiere Valter Lavitola: secondo la procura sarebbe stato lui a muovere i fili dell’intimidazione.
Dalle intercettazioni è emerso un rapporto stretto e continuativo tra Ranucci e Lavitola, con il conduttore che condivideva documenti interni Rai e criticava duramente i vertici aziendali. Ranucci non è indagato — per i magistrati sarebbe stato manipolato — ma quella frequentazione è stata giudicata dall’azienda “compromettente” per un giornalista del servizio pubblico. Sullo sfondo, un conflitto mai sopito tra Ranucci e Corsini, che da tempo accusava la trasmissione di trattare il centrodestra con più durezza del centrosinistra.
La versione di Ranucci: “La fine di Report”
Ranucci ha definito la scelta “mediocre” e ha sostenuto che “decreta la fine di Report” e “mortifica le professionalità che per trent’anni hanno fatto la storia” del programma. “Non condurrò Report — ha detto — ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa”.
Il conduttore aveva già respinto nei giorni precedenti l’ipotesi di un passo indietro volontario: “Devono spostarmi loro”, “Ho la coscienza a posto”, ricordando i 35 anni in azienda e le oltre 240 querele affrontate. Alla domanda su un possibile rientro aveva risposto citando l’epitaffio di Franco Califano: “Non escludo un mio ritorno”.
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La rivolta della redazione e dei collaboratori
Gli inviati e i redattori di Report hanno bocciato la decisione con un comunicato durissimo: scelta “completamente irricevibile”, conduttori “in alcun modo rappresentativi della storia e dei valori” del programma, redazione mai coinvolta. La minaccia è esplicita: “Nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma”.
A stretto giro Iovene e Valesini hanno rinunciato all’incarico di capi autori, spiegando di aver appreso i nomi dei nuovi conduttori dalle agenzie e non dall’azienda. Milena Gabanelli, che Report lo ha fondato, ha commentato in modo secco: “Report? Lunga vita a Report”.

Le reazioni politiche
Il centrodestra chiedeva da settimane un cambio alla guida del programma. Matteo Salvini ha liquidato la vicenda con “decisione giusta, ora chiarezza”. Dall’opposizione la lettura è opposta: per la segretaria del Pd Elly Schlein “la destra ha raggiunto il suo obiettivo dopo anni di attacchi a Report e al suo conduttore”; il Movimento 5 Stelle, con Barbara Floridia, ha parlato di “Editto Meloni” e di “operazione brutale e autoritaria”. Più cauto il dem Walter Verini: Ranucci “è la vittima dell’attentato”, ma ha commesso “errori nelle relazioni”.
Il sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai) e la Fnsi hanno parlato di “ritorsione”: secondo il presidente Fnsi Vittorio Di Trapani “i documenti confermano che Ranucci è la vittima di un attentato” e nessun atto giudiziario lo smentisce.
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Quando torna Report e chi conduce
Secondo l’annuncio della Rai, Report torna in onda dall’8 novembre 2026, di domenica in prima serata su Rai 3. La conduzione sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Presutti collabora con Report dal 2017, con inchieste su politica, giustizia e sanità; Piervincenzi, in Rai dal 2016, è il reporter aggredito da Roberto Spada a Ostia nel 2017 durante un’inchiesta sui rapporti tra Casapound e il clan Spada.
Resta però l’incognita redazione: se gli inviati storici dovessero uscire davvero in blocco, la struttura e il calendario del programma potrebbero cambiare. Il palinsesto definitivo di Rai 3 chiarirà data e collocazione oraria esatte.
Dove vedere Report in TV e streaming
Report va in onda in chiaro su Rai 3, la domenica sera. La diretta è disponibile gratuitamente anche in streaming su RaiPlay, dove le puntate restano poi consultabili on demand insieme all’archivio storico delle inchieste. Non è previsto alcun abbonamento: bastano registrazione gratuita e connessione. Le inchieste vengono in genere ripubblicate anche sul sito e sui canali social del programma.
| Programma | Report |
| Canale TV | Rai 3 (in chiaro) |
| Quando | Dalla domenica 8 novembre 2026, prima serata |
| Streaming | RaiPlay (diretta e on demand) |
| Costo | Gratuito, con registrazione RaiPlay |
| Conduzione | Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi |
Cosa farà ora Ranucci
La Rai ha messo sul tavolo tre alternative, a stipendio invariato: un incarico da vicedirettore ad personam al Tg3 o a RaiNews24, oppure il ruolo di corrispondente dall’estero, con l’ipotesi della sede del Cairo. Ranucci finora non ha accettato nessuna delle proposte e ha annunciato battaglia, dentro e fuori dall’azienda. La sua permanenza in Rai, al momento, resta senza una collocazione definita.